Basti pensare al Tribunale di Catania – sez. Lavoro 27/06/2017 – il quale ha stabilito che il licenziamento intimato ad un dipendente a mezzo WhatsApp avesse pienamente assolto l’onere della forma scritta. É doveroso osservare come WhatsApp sia anche favorevole al dipendente, poiché la sentenza 8802/2017 del Tribunale di Roma ha ritenuto la chat un canale idoneo per comunicare l’assenza per malattia. Senz’altro abbiamo di fronte un potente strumento di comunicazione ed il suo buon uso dovrebbe essere sinonimo di buon senso e regole impartite e condivise da tutti i membri delle varie chat di reparto, una sorta di “netiquette professionale”.
WhatsApp rappresenta senz’altro un’innovazione comunicativa “fondamentale” anche da un punto di vista lavorativo, tanto che in moltissime realtà aziendali viene utilizzato come principale strumento di comunicazione: comunicazioni che riguardano spesso i turni di lavoro, comunicazioni che al tempo stesso, però, provocano molti “effetti indesiderati”.
É necessario, allora, comprendere l’eventuale valore legale che può avere una comunicazione di lavoro avvenuta tramite WhatsApp.
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