Il danno parentale aumenta perché la vittima era giovane.



Il danno da perdita parentale è ravvisabile nella sofferenza interiore dei familiari superstiti a seguito di un evento improvviso e inaspettato, come un incidente stradale mortale che ha colpito un membro della famiglia. Appartiene alla categoria del danno morale, poiché la perdita del congiunto spezza definitivamente la relazione affettiva esistente con i suoi parenti più prossimi. La quantificazione del danno parentale dipende dall’intensità del legame che esisteva tra la vittima ed i superstiti.

Il decesso di una persona cara per un incidente stradale è sempre doloroso, ma quando la vittima è giovane la sofferenza dei genitori e degli altri familiari diventa enorme. 

La perdita di una giovane vita spezzata è incolmabile. Così in questi tristi casi ci si chiede se ai fini del risarcimento da morte per incidente stradale conta l’età della vittima.

L’importo riconosciuto a titolo di «danno parentale» ai familiari stretti va incrementato, anche più che proporzionalmente rispetto ai valori tabellari medi, quando la vittima è molto giovane. ​​​

Si considera anche l’età dei familiari superstiti, e il risarcimento che gli deve essere riconosciuto è aumentato quando anch’essi sono ancora giovani: infatti il rapporto parentale ed affettivo irrimediabilmente spezzato provocherà sofferenze e ripercussioni destinate a durare a lungo, per molti anni.​​​​​​

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